Rosso Fiorentino/Cristo morto sostenuto dagli angeli Giovanni Battista de Rossi, detto Rosso Fiorentino (Firenze, 1495 - Parigi, 1540)
Cristo morto sostenuto da angeli , 1524-27 olio su tela; Boston, Museum of Fine Arts; cm. 130 x 102
 
La composizione di Rosso è interessantissima dal punto di vista iconografico. C’è un corpo nudo in primissimo piano, che occupa quasi la totalità della tavola, circondato da quattro angeli, due dei quali reggono torce accese. Sappiamo che quello è il corpo di Cristo, perché si vede la ferita del costato che uno degli angeli sta come indicandoci con le dita e a terra ci sono alcuni strumenti della passione (i chiodi e la spugna imbevuta di aceto). Ma la ferita non sanguina più, il viso di Cristo è disteso come se il suo corpo non avesse subito alcuna percossa e gli angeli non sono addolorati, anzi lo osservano sereni e quasi compiaciuti.
 
Mi pare che il pittore manierista fiorentino abbia qui voluto raffigurare più che il momento in cui il corpo di Cristo è deposto nel sepolcro, quello in cui gli angeli, con la luce della vita, sollevano il corpo che si appresta a risorgere da morte.
 
Forse proprio per questa sua pittura poco comprensibile e per una resa di temi abbastanza inconsueti, Rosso ebbe poca fortuna in Italia mentre fu molto apprezzato dal re francese Francesco I, che lo chiamò con altri pittori italiani a lavorare nella sua Reggia di Fontainebleau.
 
Svegliati, tu che dormi, e risorgi dai morti perché vinto è stato il pungiglione della morte e la vita ha trionfato in Te risorto.

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