Scuola di Mosca - Salvatore acheropita Scuola di Mosca
Salvatore acheropita e Non piangere su di me Madre; tempera su tavola; Museo-comprensorio "Kolomenskoe" dei sec. XVI-XVII; cm. 140 x 118
 
L'icona, piuttosto complessa, presenta due registri e due scene: in quella superiore il volto santo del tipo del Salvatore achiropita (letteralmente "non fatto da mani d'uomo" ed è nome dato a immagini sacre la cui origine è attribuita a un intervento prodigioso), con l'asciugamano sostenuto da due angeli posti a fianco: è il tipo iconografico del Santo Mandilion in quella inferiore Cristo posto in piedi dentro il sarcofago/sepolcro e attorniato dalla Madre e dai discepoli in atteggiamento di lutto.
Predominante è comunque il santo volto, che campeggia al centro del grande telo bianchissimo e reso più nobile dal bordo finemente ricamato e dalla presenza dei due angeli - i cui abiti sono ricchi e ricamati - che fanno quasi da cornice vivente e adorante. Da notare che sul volto sono assenti segni di sofferenza o passione e questo differenzia sostanzialmente questa rappresentazione dai volti santi occidentali, che si ispirano alla tradizione sindonica o del sudario della Veronica.
 
"Ora ascolta, Dio nostro, la preghiera del tuo servo e le sue suppliche e per amor tuo, o Signore, fa risplendere il tuo volto sopra il tuo santuario, che è desolato" (Daniele 9,17)

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