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Pietro Lorenzetti
(Siena, 1280 circa - 1348)
Deposizione dalla croce
, 1320-1322, affresco; Assisi, Chiesa di san Francesco, Basilica inferiore; cm. 446 x 652.
Il corpo di Cristo domina la composizione. È l’unico corpo nudo, contrapposto alle vesti ampie e pesanti, dai colori accesi, degli altri sette personaggi. È il corpo a cui, formando con il braccio destro e le gambe un arco, tendono tutti.
La composizione è scarna, senza fronzoli, come esigeva l’umile e severa spiritualità francescana. Non c’è paesaggio, il suolo è arido. La croce è essenziale.
Il pittore senese ha inserito alcuni elementi che ne confermano la grandezza: il sangue che cola dai piedi di Cristo pare sgorgare
dai piedi della croce: l’uomo che cava i chiodi dai piedi del crocifisso inserisce un realismo difficile da vedere in scene della stessa epoca; Maria accosta il suo volto a quello rovesciato del figlio e gli accarezza teneramente i capelli; Giovanni e Nicodemo, che sostengono il corpo morto di Cristo, non mostrano né fatica né disperazione: i loro sguardi sembrano piuttosto immersi nella meditazione del mistero di cui sono testimoni e che non riescono a
comprendere…
Come Nicodemo, l’uomo medita il mistero della morte del Signore della vita:
non comprende ma confida nella sua parola che ha promesso un “oltre”.
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