La fecondità del silenzio
Esercitazione spirituale - Stare in piedi e camminare

Non è solo la testa a pregare, non volendo ridurre l’esperienza dell’incontro con il Signore a un fatto intellettuale. Il corpo tutto si dispone nella preghiera. La celebrazione liturgica ci invita ad assumere posizioni diverse del corpo proprio perché tante sono le forme della comunicazione fra Dio e l’uomo, e tanti i sensi dell’azione comunitaria, che ora ascolta, ora canta, ora porge la mano al fratello, ora si raccoglie in ginocchio...

"Stare in piedi significa che siamo attenti. Nello stare in piedi infatti c’è qualcosa di teso, di desto. Significa che siamo pronti; chi sta in piedi, infatti, può aprire la porta e uscirne, può senza indugio eseguire un incarico, o iniziare un lavoro appena gli sia assegnato. (...) Anche per il singolo il pregare in piedi può essere talvolta un’espressione vigorosa del suo intimo. I primi cristiani lo hanno fatto volentieri. Conosci certamente la figura dell’orante nelle catacombe, della persona stante, dalla veste ricadente in nobili piaghe e dalle braccia aperte. Essa sta libera, ma dominata da una schietta disciplina; pronta all’agire gioioso" (ROMANO GUARDINI, Lo spirito della liturgia. I santi segni, Morcelliana. Brescia. 1930. Pag.133-134).
Sia questo il senso dello stare in piedi nell’ascolto del vangelo, durante la santa messa. Sia questa la consapevolezza dei padrini che stanno in piedi quando pronunciano per il bambino il voto della fedeltà alla fede. Cosi per gli sposi che, all’altare, si uniscono in matrimonio. Stare in piedi, pronti per partire, ben saldi nella scelta di andare.
E poi camminare.

"Quanti sono quelli che sanno camminare? Non si tratta di aver fretta o di correre, ma di muoversi con compostezza; non di andare con passo lento e furtivo, ma di avanzare risolutamente. Chi sa camminare si muove con passo agile, senza trascinarsi. Dignitosamente eretto, non curvo. Senza vacillare, ma con sicuro equilibrio. Quanta nobiltà in un bel camminare! (...) Che bello il camminare per qualche motivo pio. Può diventare un vero atto di culto" (ROMANO GUARDINI, Lo spirito della liturgia. I santi segni, Morcelliana. Brescia. 1930. Pag.135).

La processione religiosa è un’esperienza di fede efficace cui ci richiama la chiesa in alcuni momenti dell’anno liturgico: durante la settimana santa, il giorno del Corpus Domini, nella festività di Maria... Ogni Domenica la comunità si dirige, camminando, alla mensa dove il Signore offre il dono più grande: il suo Corpo e il suo sangue.

Preghiera

"A tutti i cercatori del tuo volto
mostrati, Signore;
a tutti i pellegrini dell’assoluto,
vieni incontro, Signore;
con quanti si mettono in cammino
e non sanno dove andare
cammina Signore;
affiancati e cammina con tutti i disperati
sulle strade di Emmaus;
e non offenderti se essi non sanno
che sei tu ad andare con loro,
tu che li rendi inquieti
e incendi i loro cuori;
non sanno che ti portano dentro:
con loro fermati poiché si fa sera
e la notte e buia e lunga, Signore".

(TUROLDO, I salmi, Paoline, Cinisello Balsamo, 1987. Pag.288)