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Giovanni Bellini
(Venezia, 1426 circa - 1516)
Cristo benedicente
, 1460; olio su tavola; Parigi, Musée du Louvre; cm. 58 x 44
Ieratico, dolce, solenne. Alcuni degli aggettivi che possono qualificare questo superbo dipinto di Giambellino. Il Cristo benedicente è il risorto, ma l'intensità dello sguardo e l'espressione del volto ancora ricordano la terribilità della morte, resa del resto evidente dall'ostentazione delle piaghe. La sontuosità del libro (copertina in cuoio con borchie e fini decorazioni) e della tunica (i cui bordi damascati sono degni di un abito regale) evidenziano la signoria che Cristo si è meritato con la sua passione, morte e risurrezione.
La luce, quasi improvvisa, tende a staccare in piani nettissimi la plastica figura in primo piano dalle diffuse tonalità del paesaggio di fondo. Gli occhi di Cristo paiono riflettere il colore del cielo che si sta schiarendo, quasi a contrasto di quel "si fece buio su tutta la terra" di cui ci parlano i Vangeli durante la crocifissione.
"Dio abbia pietà di noi e ci benedica, su di noi faccia splendere il suo volto; perché si conosca sulla terra la tua via, fra tutte le genti la tua salvezza" (Salmo 66,1-2)
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